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martedì 4 febbraio 2014
La Nostalgia è un Gusto
Sono giorni che, in un modo o nell'altro, Valdagno è nella mia mente.
Qui a Carpi diluvia e allora mi sono venuti in mente quei giorni, quando andavo al liceo, in cui definivo Valdagno la Desperation Valley perchè non appena arrivavo a Vicenza per andare a scuola lì non pioveva più. Ora piove a dirotto anche a Vicenza e mi rendo conto che tutto il mondo è paese e i disastri, purtroppo, non hanno confini.
Quando mi vengono questi pensieri tristi vado in cerca, nella mia mente, di immagini che mi facciano bene: spesso penso ai giorni che ho passato a Aberdaron, nel nord del Galles.
E se proprio voglio stare ancora meglio, richiamo con pensiero quei gusti che rappresentano per me i confort food. Abito in Emilia da anni e qui, in quanto a cibo, la sanno lunga ma se penso a qualcosa che mi faccia stare bene penso ai gusti della mia Valdagno.
Circa 3 settimane fa era il mio compleanno ed è venuta a trovarmi la mia amica Eleonora, portando con sé ciò che poteva esaudire un mio desiderio grande: la sopressa.
Non so se qualche "expat" mi sta leggendo. Sicuramente c'è tanta gente di Valdagno che non vive più lì e allora io mi chiedo quali potrebbero essere, per queste persone, i gusti che mancano di più.
A me manca davvero il gusto della sopressa perché qui la si trova, magari nei supermercati grandi, ma non ha nulla a che vedere con quelle belle sopresse morbide e gustose che si trovano in valle.
Ogni tanto mi manca il gusto del Biancorosso di Carlotto.
Quando vivevo in Svizzera capitava che i miei genitori mi venissero a trovare: mia madre mi portava sempre il Biancorosso. Ah la Bruna se la sapeva lunga!
Mi mancano gli gnocchi con la fioretta perché qui mica sanno come si usa la Fioretta.
Un giorno sono andata in una cascina qui vicino a prendere il Parmigiano e ho chiesto se potevano vendermi della fioretta. Il latte è pur sempre latte, no?
Niente... non ce n'è per nessuno. La fioretta non si vende e allora niente gnocchi!
Devo ammettere che a volte, presa dalla disperazione, mi metto a farli con la ricotta.
La Maresina poi non ne parliamo nemmeno. Ne avevo una pianta bella alta e profumata... poi c'è stato il terremoto qui in Emilia ed io sono stata fuori casa per quasi un mese.
Risultato? Il caldo pazzesco di quei giorni e la mancanza d'acqua hanno bruciato la pianta e allora Addio Maresina!
Mi mancano i Bigoli con l'arna, che per me sapevano di domenica e di festa.
E' proprio quando non hai più tutte quelle cose con le quali sei cresciuta che pensi a quanto quei gusti abbiano lasciato dei solchi dentro al cuore.
E' in quel momento che capisci che Nostalgia non è più solamente una parola ma è un gusto, quello delle tue radici e di ciò che ti ha reso, in parte, quello che sei!
Ubicazione:
Valdagno VI, Italia
martedì 5 novembre 2013
Si torna e si ringrazia
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| Foto © 2013 Giovy |
Andare via da Valdagno, ieri, è stato davvero difficile.
Sembrava che anche il cielo volesse sottolineare questa difficoltà con tutta quella pioggia che scendeva copiosa, nuvola dopo nuvola.
I ritorni sono sempre una cosa ardua da affrontare: l'ho raccontato anche sul mio blog di viaggi non molto tempo fa.
Oggi non posso fare a meno di pensare a tutto ciò che ho visto nei giorni scorsi.
Mi sono resa conto che la mia Valdagno è sempre uguale, sotto un certo punto di vista.
Allo stesso tempo, la mia città è diversa, matura, cresciuta e piena di voglia di fare.
Questo argento vivo è sempre stato sepolto non so dove.
Nei giorni scorsi, durante la Festa D'Autunno, ho rivisto sorrisi, entusiasmo, voglia di stare assieme e tanta voglia di aprire le finestre e raccontare un mondo che, finora, è stato conosciuto solo da chi abitava lì da anni e anni.
Valdagno è come la foto che ho messo qui, in testa al post.
Una valle nascosta dalle nuvole di una timidezza che spesso si tinge quasi di finta svogliatezza.
E' come se fosse un'adolescente paurosa di far conoscere il proprio grande valore.
Proprio come nella foto, ogni tanto arrivano sole e vento e mostrano i colori brillanti del suo carattere.
Mettono in primo piano la voglia di fare e la voglia di essere e sentirsi importanti.
E' proprio per questo che ringrazio tutti con un grande sorriso.
Ringrazio la Provaldagno che ci ha permesso di essere parte di questa grande avventura.
Ringrazio il meteo che "ga tegnù bota", come si dice da quelle parti.
Ringrazio tutti i gusti che ho potuto assaggiare di nuovo: bigoli con l'arna, polenta e fasoi, fritole con la maresina. Mi sono sentita una piccola grande Proust con mille Madeleine attorno.
Ringrazio gli amici che sono passati per un sorriso e un abbraccio stritolante.
Ringrazio l'eterna voglia di fare festa.
Ringrazio chi è venuto a confidarsi, dandomi la possibilità di dire "Vai via... vedrai come sarà bello quando tornerai".
Ringrazio i ragazzi di Radio EUreka e la loro genuinità.
Ringrazio l'Albergo Alpestre perché era una vita che non passavo così tanto tempo a Castelvecchio.
Ringrazio le ragazze in stage e la loro Prof: avete fatto una gran bella esperienza.
Ringrazio i gruppi di V Factor perché mi hanno fatto capire che ci sono tante energie nuove pronte a scendere in campo.
Questa Festa D'Autunno ha segnato un piccolo grande passo.
E' stata una sorta di iniziazione: come quando ci si sveglia bimbi e si va a dormire facendo parte del mondo degli adulti.
Ubicazione:
Valdagno VI, Italia
venerdì 11 ottobre 2013
Viva la Maresina
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| Fritole con la Maresina - Foto di Emilio Nizzero |
E tutto questo accadeva quando io avevo circa 8 anni o giù di lì.
Finiva la scuola ed io andavo a passare gran giorni dalla mia nonna, sempre la Cecilia che abitava in via Castello.
Il venerdì mattina, come oggi, era giorno di mercato.
E' sempre giorno di mercato il venerdì.
Con la nonna si facevano varie tappe fisse, una di quelle era Abramo, el fritolaro.
Abramo e sua moglie mi sembravano molto burberi ma io li adoravo perché mi facevano sempre una fritola co la maresina davvero speciale.
Chi legge il mio blog di viaggi sa dell'amore che ho per quest'erbaccia.
Ecco perché il mio cuore ha gioito quando ha letto della nascita della Confraternita della Maresina e di quella grande persona che è Emilio Nizzero.
Sulla prima pagina di ogni mia agenda scrivo sempre "The only people for me are the mad ones".
Le uniche persone per me sono i pazzi.
Lo disse Kerouac ed io ritengo sia una frase molto bella.
A chi, se non ad un sano pazzo, sarebbe venuto in mente di sviluppare il potenziale di un'erbaccia di campo infestante?
La risposta è chi ama il proprio territorio, lo conosce e lo vuole mostrare al mondo.
La Confraternita nasce da un'intuizione del Comune di Valdagno che voleva ottenere la Denominazione comunale per la famosa Fritola.
Emilio ha avuto l'idea di ampliare, comunicare e proteggere la tutto ciò che con la Maresina si può fare, non solo la mitica frittella che a me manca tanto.
Emilio è una fonte immensa di idee e tentativi ed io, personalmente, ho adorato quell'abbinamento cioccolata bianca e maresina assaggiato a Maggio di quest'anno.
Se potessi, io mi metterei a fare la segretaria per questa Confraternita perché credo immensamente nel sacro potere della Maresina.
Per me, quel sapore amaro è un modo per tornare a casa col pensiero.
Come succedeva a Proust con le sue mitiche Madeleines.
Un'erbaccia è diventata espressione di un territorio che ha tantissimo da raccontare.
Un'erbaccia potrebbe essere il mezzo per traghettare nel futuro un paese che ha del gran potenziale ma che, a volte, è incapace di credere in se stesso.
La denominazione De.Co è una grande conquista e allo stesso tempo è la spinta che serve per una rinascita che sa di terra, di buono, di cose di casa e di sapori che tutti conosciamo.
Abbandoniamo la paura e raccontiamo tutto ciò che siamo.
A partire dalla Maresina.
Buona cena sociale a chi sarà all'Albergo Alpestre di Castelvecchio stasera!
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| Con la Maresina si può fare molto - Foto di Emilio Nizzero |
Ubicazione:
Valdagno VI, Italia
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